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Scuola Forense - Componenti 
 
 

Coordinatore

Avv. Riccardo BOLOGNESI

Consigliere dell'Ordine degli Avvocati di Roma

Coordinatori vicari

 Avv. Francesco MIRAGLIA, Avv. Emanuele RUGGERI


Scuola Forense
'Vittorio Emanuele Orlando'

Direttivo:

Avv. Costanza Acciai, Avv. Riccardo Bolognesi, Avv. Antonio Caiafa, Avv. Giorgio Meo, Avv. Francesco Miraglia, Avv. Mauro Orlandi, Avv. Luigi Antonio Paolo Panella, Avv. Emanuele Ruggeri, Avv. Piero Sandulli, Avv. Mario Sanino, Avv. Romano Vaccarella.

Docenti:

Avv. Alessandra Abbate, Avv. Costanza Acciai, Avv. Lavinia Albensi, Dott. Luigi Annunziata, Avv. Giorgetta Basilico, Avv. Anna Maria Bentivegna, Avv. Riccardo Bolognesi, Avv. Giulia Bonsegna, Avv. Carlo Borromeo, Avv. Simone Bulgarelli, Avv. Antonio Caiafa, Avv. Ilaria Canale, Avv. Oreste Carracino, Avv. Paolo Caruso, Avv. Giusi Casella, Avv. Stefano Cherti, Avv. Francesca Cimatti, Avv. Antonio D'Alessio, Avv. Fulvio De Amicis, Avv. Sara De Angelis, Avv. Claudio De Portu, Avv. Fabiano De Santis, Avv. Alessandro Di Majo, Avv. Romolo Donzelli, Avv. Alessandro Fabbi, Avv. Daniela Fargnoli, Dott. Aurora Gallo, Avv. Grazia Grieco, Avv. Gianfrancesco Iannizzi, Avv. Pier Paolo Lucchese, Avv. Fiammetta Magliocca, Dott. Giulia Marino, Avv. Alessandro Martelli, Avv. Giorgio Meo, Avv. Francesco Miraglia, Avv. Vincenzo Miri, Avv. Franco Moretti, Avv. Andrea Ordine, Avv. Mauro Orlandi, Avv. Fiammetta Orsi, Avv. Luigi Antonio Paolo Panella, Avv. Andrea Panzarola, Avv. Valeria Panzironi, Dott. Giulia Paolini, Avv. Lorenzo Paolucci, Avv. Antonella Parisi, Avv. Gabriele Pepe, Avv. Carlo Picardi, Dott. Giovanna Flora Ragusa, Avv. Fabrizio Ravidà, Avv. Carmelita Rizza, Avv. Francesca Roseti, Avv. Emanuele Ruggeri, Avv. Alessandro Ruggiero, Avv. Filippo Russo, Avv. Margherita Saccà, Avv. Piero Sandulli, Avv. Mario Sanino, Avv. Antonella Sannino, Dott. Francesca Sbarra, Avv. Andrea Sciarrillo, Avv. Valeria Simeoni, Avv. Emanuele Squarcia, Avv. Cristina Tamburro, Avv. Stefano Tarullo, Dott. Ilaria Trevisan, Avv. Romano Vaccarella, Avv. Vittorio Violante, Avv. Fabrizio Zerboni.

Sede
Centro Studi dell'Ordine degli Avvocati di Roma
Palazzo di Giustizia - Piazza Cavour - 00193 Roma
Segreteria della Scuola Tel. 06.68474223 - 06.68474241 - 06.68474234
Fax 06.6864837

E-mail scuolaforense@ordineavvocati.roma.it





PRESENTAZIONE DELLE ATTIVITA’ DELLA SCUOLA FORENSE

“VITTORIO EMANUELE ORLANDO” NELL’ANNO 2013

 

Consigliere Coordinatore Avv. Riccardo Bolognesi

 

 

“…è l’ora in cui ogni classe, che non voglia essere spazzata via dall’avvenire che

incalza, deve compiere senza ipocrisie il suo esame di coscienza e domandarsi su

quali titoli di utilità comune essa potrà basare il suo diritto ad esistere domani

in una società migliore di questa”.

                                                                                      (P. CALAMANDREI)

 

Care Dottoresse e Cari Dottori,

 

molto presto i tirocinanti, come Vi chiama il legislatore, dovranno formarsi obbligatoriamente non solo negli studi legali ma anche nelle Scuole Forensi istituite dagli Ordini, dalle associazioni forensi o da altri soggetti previsti dalla legge.

Le Scuole Forensi degli Ordini esistono già e sono pronte, secondo la tradizionale vocazione dell’Avvocatura, ad integrare l’indispensabile formazione che deve continuare ad essere impartita negli studi dai Vostri Maestri.

Per l’Ordine degli Avvocati di Roma Voi continuate ad essere i nostri praticanti avvocati, ai quali vogliamo trasferire le nostre competenze ed esperienze, con la speranza che possiate esercitare la professione con più soddisfazioni e meno insidie e difficoltà, rispetto a quelle che ha affrontato la mia generazione.

Ho la concreta percezione, e non solo la fideistica speranza, che stiamo per uscire da un periodo buio, da un tempo in cui gli avvocati sono stati invisi alla politica, al legislatore e ad una parte dell’opinione pubblica, quella meno colta, che acriticamente ha creduto che noi avvocati fossimo il vero problema della giustizia anziché l’ultimo baluardo per il concreto esercizio del diritto di difesa.

Se avete deciso di esercitare la nostra professione fatelo con determinazione, perché il Paese, e questa Città, hanno ancora bisogno di avvocati, ma che siano bravi e che si impegnino con passione e non per ripiego.

Quanto sia importante il nostro Foro lo insegna la storia, anche quella del secolo scorso, che ha visto il grande giurista e statista Vittorio Emanuele Orlando, prossimo ai novant’anni di età, guidare l’Avvocatura Romana ed il Consiglio Nazionale Forense nel secondo dopoguerra, dopo aver ricoperto i più importanti incarichi di Governo del Paese.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e la Scuola Forense, della quale sono coordinatore dall’anno scorso, con l’aiuto di due straordinari Colleghi che conoscerete presto in Aula, Francesco Miraglia ed Emanuele Ruggeri, oggi ha invitato i vertici di tutte le nostre Istituzioni Giudiziarie, Forensi ed Universitarie.

Li ringrazio perché la loro presenza testimonia, ancora una volta, quali siano le attese di tutti per la finalizzazione di un percorso formativo di qualità degli Avvocati, da sempre affidato ai Maestri ed ora, per legge, anche alle Scuole degli Ordini, già abituate a ricevere il testimone dalle Università, continuando, tuttavia, a cercarne il sostegno scientifico, sinora prevalentemente, grazie all’impegno individuale volontario.

E’ quanto ha voluto il legislatore della Legge di riforma forense, certamente ispirato dal C.N.F. e dalla Scuola Superiore dell’Avvocatura, nonostante le diverse indicazioni ed i discutibili progetti dell’ultimo Governo, che proponeva di tornare al triennio, seguito da un biennio di finalizzazione professionale endouniversitaria.

Chi è venuto, oggi, in questa Aula ha la possibilità di conoscere, in sole tre ore, il Presidente della Corte di Appello di Roma, Dott. Giorgio Santacroce, il Presidente del Tribunale di Roma, Dott. Mario Bresciano, il Preside della Facoltà di Giurisprudenza della “Sapienza” di Roma, Prof. Giorgio Spangher e il Preside della “Universitas Mercatorum”, l’Università delle Camere di Commercio, Prof. Giorgio Meo; può conoscere il Prof. Romano Vaccarella e i Professori Mauro Orlandi e Mario Sanino. Insomma, i più illustri esponenti della Giustizia e dell’Università e non solo della città di Roma.

Il Prof. Guido Alpa, che ci raggiungerà tra poco, è Ordinario di diritto civile alla “Sapienza” ma è anche il Presidente del Consiglio Nazionale Forense presso il Ministero della Giustizia. Che cos’è il C.N.F. ve lo spiegherò nelle prossime settimane in Aula.

L’Avv. Alarico Mariani Marini è il Vice Presidente della Scuola Superiore dell’Avvocatura. In questo momento, “a Voi che entrate”, potrebbe non essere noto che è l’uomo che ha dedicato tutto se stesso perché si affermasse il progetto delle Scuole Forensi degli Ordini, in tutta Italia.

Per raccontarVi quale realtà siano già le Scuole Forensi sul territorio nazionale ed i progetti che abbiamo condiviso, in quest’Aula, un mese fa, riunendo tutti i Presidenti degli Ordini ed i Responsabili delle Scuole Forensi d’Italia, abbiamo invitato anche l’Avv. David Cerri, impegnato nella Scuola Superiore dell’Avvocatura e nella Scuola Forense dell’Alto Tirreno e l’Avv. Raffaella Veniero, Direttore della Scuola Forense di Napoli.

Se gli interventi riusciranno ad essere contenuti in dieci minuti, visto che avete confermato la disponibilità a venire in Aula ad insegnare, avremo la possibilità di ascoltare, anche sul metodo, i coordinatori delle aree di insegnamento fondamentali, l’Avv. Luigi Panella per i pareri e gli atti di diritto e procedura penale, il Prof. Stefano Cherti e l’Avv. Costanza Acciai per i pareri di diritto civile.

A coordinare la didattica sugli atti del processo civile pensiamo io ed Emanuele Ruggeri, mentre alla preparazione per l’atto di amministrativo, che spesso è la scialuppa di salvataggio nell’ultima prova dell’esame di abilitazione, pensa Francesco Miraglia, con un prestigioso gruppo di docenti amministrativisti.

Complessivamente coordiniamo ed assicuriamo la presenza in Aula, da qui ai primi di dicembre, di una settantina tra docenti e tutors, tutti impegnati gratuitamente per la causa più importante: prepararvi adeguatamente, non solo all’esame di abilitazione, al “saper fare”, ma, in questa sede istituzionale, anche al “perché si fa”. E siamo tutti aiutati e guidati dall’impegno generoso e motivato del personale dipendente dal Consiglio, un Funzionario e cinque impiegati dedicati alla Scuola Forense e al Centro Studi, coordinato dal Consigliere Galletti.

Stiamo cercando di tracciare alcune linee guida dei comportamenti, insegnando i doveri ed i divieti deontologici, ma anche rendendo consapevoli della responsabilità sociale insita nel Ministero del Difensore, che non può essere ridotta nei limiti del mandato.

Mi sembra utile, per Voi, sottolineare la distinzione tra la formazione post laurea, affidata alle Scuole di Specializzazione per le professioni legali, e quella delle Scuole Forensi.

Le prime, collegate alle università ed istituite con d.lgs.398/97, attuato con d.m. 21 dicembre 1999, n.537, sono scuole di formazione comune per magistrati, avvocati e notai, ove “sulla base di modelli didattici omogenei … provvedono alla formazione comune dei laureati in giurisprudenza attraverso l’approfondimento teorico, integrato da esperienze pratiche, finalizzato all’assunzione dell’impiego di magistrato ordinario o all’esercizio delle professioni di avvocato o notaio” (così l’art.16, 2° comma, d.lgs.398/87).

Le seconde hanno la finalità specifica di formare avvocati.

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, nella Scuola Forense, ha voluto puntare non solo sulla qualità della didattica, ma anche sulla selezione dei discenti basata sul merito e sui risultati della carriera universitaria. Vogliamo che gli Studi Legali della Capitale possano scegliere presso la nostra Scuola Forense i migliori allievi ed offrire opportunità di inserimento più confacenti alle loro propensioni.

Senza dimenticare gli altri ed organizzando anche per loro, in ragione della quantità di domande che abbiamo ricevuto, già superiore alla capienza dell’aula, ed ancor prima che sia obbligatoria la frequenza, un corso parallelo per metodo e contenuti, convenzionato con un’Università telematica e curato dal corpo docente della Scuola Forense “Vittorio Emanuele Orlando”. Un corso che, per la qualità ed i contenuti, saprà concorrere molto bene con l’offerta formativa pubblica e privata prevista dalla legge.

Cureremo, certamente, la preparazione specifica all’esame, attraverso la redazione di pareri e di atti giudiziari in Aula, con tre prove scritte prima della pausa estiva ed altre sei in autunno, sempre corrette individualmente e discusse in aula. Ed i nostri Docenti, magari, saranno anche in grado di individuare, attraverso l’esame delle Sentenze e delle questioni più importanti degli ultimi anni, i temi che potrebbero formare oggetto delle prove dell’esame di abilitazione.

Per noi, però, è più importante insegnare il metodo.

Muovendo dalle fattispecie concrete, dai casi, attraverso processi di ricerca, di interpretazione e di applicazione del diritto, cercheremo insieme soluzioni concrete coerenti a quei principi di diritto e di giustizia che non si esauriscono nelle enunciazioni formali dei testi della legge e nel quale interagiscano cultura, razionalità ed etica professionale.

Alla didattica delle materie la formazione sostituisce, integrandola, una didattica fondata sui principi e sul metodo, ma anche sulla verifica degli studi universitari e sull’aggiornamento nelle materie di esame, tentando di colmare il vuoto esistente tra la laurea e l’effettivo esercizio della professione legale, in un periodo formativo che, per la drammatica organizzazione dovuta alla carenza di risorse degli Uffici Giudiziari romani, spesso è caratterizzato da umilianti servizi esterni e da prove fisiche più che intellettuali.

Forse è per questo che il legislatore, pensando a Voi, ha usato il termine “addestramento” anziché formazione.

Mercoledì 3 aprile inizieremo alle ore 12.00 con diritto civile e con il prof. Mauro Orlandi.

Ma come avete visto, ci occuperemo anche di diritto commerciale, di diritto fallimentare, di normativa e Corti europee, del diritto del lavoro, di processo civile telematico e di come si gestisce uno studio legale; e poi anche di teoria e tecnica dell’argomentazione giuridica, del linguaggio giuridico e del suo rapporto con il linguaggio comune, delle tecniche di comunicazione centrate sullo stile del giurista, della mediazione, quella facoltativa ed utile, della negoziazione, oltre che dell’indispensabile deontologia.

Deontologia forense non è solo un elenco di divieti da studiare un momento prima di “prendere la patente”, il giorno prima della prova orale, ma la base dei comportamenti sui quali possono poggiarsi, con sicurezza, le competenze e le conoscenze acquisite.

Per garantire la serietà del Vostro impegno, l’unico corrispettivo che esigiamo è la frequenza assidua della Scuola. Un numero di assenze superiore a sei giornate delle ventiquattro previste dal 3 aprile al 6 luglio, farà perdere il diritto a frequentare le lezioni successive ed il posto reso vacante sarà messo a disposizione di un nuovo frequentante. Un numero di assenze comunque superiore al 25 % delle lezioni del corso (da aprile a novembre) non consentirà di ritirare l’attestato di frequenza.

Auguro a tutti i giovani iscritti di raggiungere presto, con sacrificio e pazienza, l’obiettivo che ora li vede impegnati insieme ai generosi e brillanti Docenti e Tutors.

E concludo con un’esortazione deontologica e laica, anche se può apparire mutuata da un’espressione usata dal nuovo Pontefice, il Papa Francesco, subito dopo l’elezione.

Non mi riferisco al suo invito, rivolto agli uomini che si occupano della comunicazione, di cercare sempre la bellezza, la bontà e la verità. Anche se sono convinto che per la bellezza di quanto sapremo costruire in quest’Aula il prossimo Primo Presidente della Cassazione, anziché ricordarci, come i predecessori, che l’Ordine degli Avvocati di Roma, dopo centouno anni, deve andare via dal Palazzo di Giustizia e trovare spazio presso il Tribunale, ci pregherà di restare qui. E magari ci troverà una sala, che sino a venti anni fa era al quarto piano, dove riposizionare la nostra Biblioteca.

L’esortazione è questa.

Sin dall’inizio di questo cammino professionale, che svolgerete l’uno accanto all’altro, beneditevi!

Letteralmente: “dite bene” l’uno dell’altro. Siate avversari in Aula ed amici fuori.

O, se preferite: sostenetevi ed incoraggiatevi.

Gli avvocati hanno un grande bisogno di riscoprire, in positivo, il valore del rapporto di colleganza ed il rispetto per la Toga, isolando quella minoranza che pensa ancora di poter concorrere e di prevalere con la maldicenza, con insinuazioni ed accuse velenose ed inventate che ledono l’immagine e l’identità del nostro ruolo.

Quelli sono i peggiori nemici della nostra professione, quelli che parlano male degli avvocati e molti li abbiamo purtroppo tra le nostre fila.

Voi imparate a dire bene l’uno dell’altro e cercate sempre buoni maestri.